02 GEN 2018

Blockchain: cos’è e come funziona

La Blockchain è un database distribuito, strutturato in nodi di rete o blocchi – da cui “block” – collegati tra loro – “chain”. Grazie a questa catena è possibile fare, gestire e tenere traccia delle transazioni che vengono effettuate in rete.

La Blockchain è un paradigma che sta prendendo sempre più spazio in vari settori. Grazie alle sue caratteristiche può creare valore aggiunto e allo stesso tempo permette di tenere traccia di transazioni varie.

Blockchain, quali sono le caratteristiche delle transazioni

Le transazioni sono immodificabili, a meno che la modifica non sia nuovamente sottoposta ed approvata da tutti i nodi della rete. L’immutabilità dei dati contenuti nella Blockchain è una delle caratteristiche principali di questa tecnologia insieme al fatto che sono usati una serie di strumenti crittografici per garantire la massima sicurezza ad ogni transazione.

Essere una base di dati distribuita significa che non c’è un unico database che contiene le informazioni, ma queste si trovano contemporaneamente su tutti i computer connessi alla rete e si può accedere alle informazioni rapidamente. Non essendoci nessuna autorità centrale, si instaura un rapporto di fiducia tra tutti i soggetti coinvolti e nessuno di questi può prevalere sugli altri.

Ogni blocco memorizza una transazione, in questo blocco è contenuto un “marcatore temporale” (“timestamp”) che registra l’ora e la data della transazione. Oltre a questo marcatore temporale vi è anche l’hash (ossia “una funzione algoritmica informatica non invertibile che mappa una stringa di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza predefinita”) del blocco precedente e grazie a questo hash, il nuovo blocco risulta collegato al precedente e blocco dopo blocco va formandosi una catena.

In maniera semplice la Blockchain funziona così: 2 persone stanno facendo una transazione, nella rete sono inserite tutte le informazioni relative a questa tra cui l’hash ed il marcatore temporale. Tutto questo blocco a questo punto deve essere verificato ed infine approvato. Una volta approvato, viene aggiunto alla catena di blocchi già esistenti nella Blockchain e diventa, come tutti gli altri blocchi, accessibile in qualsiasi momento e non più modificabile.

Blockchian e bitcoin: quale relazione esiste?

Molti confondono il Bitcoin con la Blockchain considerandoli sinonimi, ma così non è. Esiste una correlazione tra i due: la Blockchain è il paradigma tecnologico che permette il funzionamento dei meccanismi che regolano le transazioni in criptovalute. Il Bitcoin è la criptovaluta più famosa.

Le transazioni di bitcoin non vengono gestiti dalle banche, come avviene per la moneta tradizionale, i bitcoin, infatti, vengono emessi e gestiti direttamente dalla rete grazie, appunto, alla tecnologia Blockchain. Se un utente intende trasferire dei bitcoin dal proprio wallet (il portafogli digitale in cui sono contenuti i suoi bitcoin) a quello di un altro utente, la transazione può essere fatta grazie alla tecnologia Blockchain. Tutte le informazioni relative a questa transazione, ma in generale a qualsiasi transazione di bitcoin, vengono salvate nella Blockchain di modo che siano sempre consultabili. Tuttavia in rete non si salva il saldo dei conti dei singoli utenti: per sapere quanti bitcoin possieda un singolo utente bisogna ricostruire tutto lo storico delle sue transazioni.

Blockchain e banche: reciprocità o conflitto?

Perché si dice che la Blockchain va a minare il monopolio delle banche nelle transazioni monetarie?

Tradizionalmente nelle transazioni monetarie le banche hanno sempre giocato un ruolo importante. Le persone si recano in banca, aprono un proprio conto sul quale versano o prelevano del denaro.

Nel caso in cui un soggetto (l’acquirente) avesse voluto acquistare un immobile da un altro soggetto (il venditore), la banca avrebbe avuto il compito di controllare se effettivamente l’acquirente fosse in possesso della somma necessaria. Di conseguenza risultano essere coinvolti 3 soggetti nella transazione: l’acquirente, il venditore e la banca. Il venditore si fida dell’acquirente poiché sa che dietro c’è una banca che garantisce per l’acquirente e controlla che tutto avvenga correttamente. Ad avere accesso alle informazioni del proprio conto corrente è solo il titolare del conto e quando quest’ultimo è impegnato nell’acquisto di un bene, la banca garantisce che il soggetto abbia effettivamente la somma necessaria all’acquisizione. La banca, quindi, ha sempre avuto un ruolo estremamente importante, che non poteva essere esercitato da altre figure, ma con l’arrivo della tecnologia Blockchain la situazione è cambiata. Anche con questa tecnologia le transazioni sono registrate, come avviene in banca, ciò che manca è il controllo e l’autorizzazione per una transazione da parte di un’istituzione centrale ed inoltre non c’è un solo registro con tutti i movimenti posseduti da tale istituzione centrale, ma tutti gli utenti coinvolti nella Blockchain hanno una copia del registro.

Come sta rispondendo il mondo bancario a questa innovazione?

Le banche si trovano a dover fronteggiare questa nuova situazione ed invece di ostacolarla, potrebbero trovare una modalità per trarne vantaggio. Prima di tutto, sfruttando la tecnologia Blockchain, le banche e gli istituti finanziari potrebbero abbattere i costi e rendere le transazioni più sicure ed allo stesso tempo aumentare il livello di tracciabilità.

Molte banche stanno cercando di inglobare tale tecnologia nelle loro strategie: Barclays e USB, per esempio, pensano di poter sfruttarla nelle rimesse di pagamento e nella contrattualistica; anche Unicredit sta portando avanti una serie di investimenti nel campo. Inoltre esiste “R3”, un consorzio che conta oltre 60 istituti finanziari interessati al potenziale della Blockchain. Ne fanno parte, per esempio, Intesa Sanpaolo, Ntixis, Nomura, BMO Financial Group, Danske Bank e Banco Santander. Naturalmente c’è ancora da lavorare sul tema, soprattutto dal lato sicurezza: caratteristica principale della tecnologia Blockchain è il fatto che tutti possano vedere le informazioni contenute nelle varie transazioni, di conseguenza bisogna trovare un modo per garantire che ogni utente possa vedere solo le operazioni che lo riguardano, magari attraverso delle credenziali affinché si possa mantenere la segretezza dei suoi dati.

Redatto da Lucia D’Adamo, in collaborazione con Roberto Piccirillo, supervisionato da Marco Pirrone

 

 

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